Un super agente speciale dell’FBI.
Un crimine geniale e perverso.
Fratelli.
Fra loro un odio insanabile.
Ora, un crimine perfetto.
E la sfida finale: fermami, se sei capace...
“Snob, coltissimo, silenzioso, implacabile come un’ombra, Pendergast è un incrocio tra un gentleman del Sud d’antico stampo e uno Sherlock Holmes che viaggia in Rolls-Royce, ed è l’erede di tutti i detective eccentrici della storia del genere, a cominciare da Pilo Vance per giungere fino a Wolfe con la sua etica ferrea.”
Il Secolo XIX
Mio caro Vincent, se stai leggendo questa lettera, allora sono morto. E non ho assolto a un compito che, di diritto, spetta a me e a nessun altro. Tale compito consiste nell’impedire a mio fratello Diogenes di commettere quel che una volta ha definito, con boria, il “crimine perfetto”. Diogenes mi ha mandato una lettera in cui compare un’unica data: il 28 gennaio. Quasi certamente quello è il giorno perfetto per il crimine.
Aloysius Pendergast
Quando il tenente Vincent D’Agosta legge questa lettera, al 28 gennaio manca una sola settimana. Pendergast, scomparso dalla circolazione da quasi un mese dopo una pericolosa azione, gli chiede ora di prendersi una licenza dal dipartimento di polizia e di procurarsi in segreto tutte le informazioni disponibili su suo fratello. Per aiutarlo, gli stanzia un fondo di 500.000 dollari.
Appena D’Agosta inizia le indagini, si verificano alcuni fatti apparentemente inspiegabili. Nel bel mezzo di una lezione universitaria un professore viene colto da un attacco di follia autolesionistica: si fa fuoriuscire i bulbi oculari e si lacera le guance e il collo con i cocci di un bicchiere schizzando sangue ovunque. Due giorni dopo, un impiccato con la corda spezzata ancora al collo precipita dal terzo piano di un edificio andando a schiantarsi sulla veranda di un ristorante affollato di clienti.
Paralizzato dall’incredulità davanti a questa scena, D’Agosta viene preso in disparte da uno strano portiere. È Pendergast che, in uno dei suoi incredibili travestimenti, fornisce a Vincent nuovi elementi per completare il quadro. Il “crimine perfetto”, spiega Aloysius, consiste nel rovinargli la vita ammazzando tutte le persone che gli sono vicine. Il professore e l’uomo caduto nel ristorante erano suoi amici e Diogeners – per una sorta di virtuosismo assassino – li ha uccisi secondo modalità che ricordano la morte di loro lontani antenati. In base a questo piano, la lista di coloro che sono in pericolo di vita è molto lunga: oltre allo stesso D’Agosta e alla sua fidanzata Laura Hayward, contiene Margo Green, consulente del Museo di Storia Naturale, Viola Maskelene, di cui Aloysius è segretamente innamorato...
Se vuole salvare chi più conta per lui, l’agente speciale Pendergast non può sottrarsi al duello finale con il fratello, vero genio del male. Restando sempre in incognito e con il solo aiuto di D’Agosta, si lancia in una corsa contro il tempo senza sapere però che la mente perversa di Diogenes ha anche altri malefici obiettivi.
Pervaso da una suspense spasmodica, La danza della morte – bestseller negli USA – è tutto giocato sull’atteso, agghiacciante confronto fra Pendergast e la sua anima nera: il perverso Diogenes, pari a lui in intelletto, ma del tutto privo di morale e animato da un assoluto sprezzo per l’umanità. Imperdibile per i fans di Perston&Child – che vi ritroveranno molti personaggi ed elementi dei romanzi precedenti, inseriti in una originale trama mozzafiato -, entusiasmerà anche tutti coloro che vogliono scoprire nuove frontiere del terrore.
NOTE BIOGRAFICHE
Douglas Perston & Lincoln Child sono una coppia ormai classica del thriller. Insieme hanno scritto: Relic (da cui è stato tratto l’omonimo film), Mount Dragon, Reliquary, Marea, Maledizione, Ice Limit, La stanza degli orrori, Natura morta e Dossier Brimstone. Allo stesso tempo ciascuno di loro ha pubblciato romanzi individuali: Lincoln Child Utopia e Finché morte non vi separi, e Douglas Preston Il codice e Dolci colline di sangue (con Mario Spezi). Tutti i loro libri sono editi in Italia da Sonzogno.